Capodanno con il nano (Game of Thrones)

imageNon avendo ancora programmi ben definiti (eufemismo) per il cenone, mi sono messo a pensare ai personaggi con cui mi piacerebbe passare l’ultimo dell’anno, e a quelli che neanche se mi pagano. Carrie Mathison di Homeland, per esempio, rientra nella seconda categoria: che poi quella pazza comincia ad attaccare le foto degli altri invitati alle pareti, per capire chi la vuole uccidere… Continua a leggere…

Far from Any Road (True Detective 1)

true-detective-episode-1Ok. Siamo a metà percorso. Abbiamo cominciato a guardare, e ascoltare, le sigle più belle: dalla numero 10 alla 6. Ora tocca arrivare fino in fondo. E sì, lo ammetto. Qualcuna me la sono persa per strada (The Americans, per esempio). In un’altra mi sono imbattuto quando avevo già stilato la classifica (Misfits). La sigla di The Wire, poi, avrei proprio voluto inserirla: peccato che non ci fosse più posto… Ma non importa: ora è il momento delle cinque migliori. Eccole: Continua a leggere…

You’ve Got Time (Orange is the New Black)

alex-orange-is-the-new-blackChi ce l’ha lunga, chi corta, chi non ce l’ha proprio. E poi ci sono le serie tv in cui la sigla diventa un tutt’uno con la storia, ne rappresenta la sintesi e l’essenza stessa: la vedi e capisci subito che tipo di serie ti troverai davanti. Sono le sigle che resistono al susseguirsi delle stagioni; quelle che ti si appiccicano addosso e che non salti mai, nemmeno se durano tre minuti e oltre. La puntata, senza sigla, non inizia: punto e basta. Ecco la mia personalissima top ten, divisa in due post (qui le prime cinque, dalla numero 10 alla numero 6).Continua a leggere…

Ufo&alieni (Fargo 2)

fargo-ufo-2_article_story_mainAvviso ai naviganti. Se la prima stagione di Fargo cominciava col botto (avete presente la scena di Lester che sbrocca e uccida la moglie?), l’inizio della seconda è un po’ farraginoso. Ma è come un diesel: ci mette un po’ a ingranare, però quando parte… Il consiglio a chi l’ha appena cominciata è: resistere. Poi, certo, c’è anche qualcuno che potrebbe essere indotto a mollare dagli extraterrestri. Sì perché già nel primo episodio, trasmesso ieri da Sky Atlantic, a un certo punto compare un ufo. Continua a leggere…

Dal Che a Rodrigo (Mozart in the Jungle)

B5ORJppCMAAd4Do-4400Da cent’anni a questa parte, l’Argentina non fa che produrre rivoluzionari: Ernesto Che Guevara, poi Papa Francesco, ora Rodrigo DeSousa. Chi è? Ex bambino prodigio, capello lungo, irresistibile accento spagnolo… Ma no: non Pablo Iglesias, il leader di Podemos che promette di rottamare la casta. Qui si sta parlando del giovane direttore d’orchestra protagonista di Mozart in the Jungle (attenzione, la seconda stagione è in arrivo su Amazon il 30 dicembre).

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Los Pollos Hermanos (Breaking Bad)

giancarlo-esposito-breaking-bad-emmysLa scena me la immagino così. Vince Gilligan al bancone di un bar qualunque di Albuquerque che, appena girata l’ultima puntata di Breaking Bad, ordina la quarta birra della serata e si chiede: “E adesso?”. È stato lì, in quel momento, che gli è venuta l’idea dello spin-off. Sì perché dentro Breaking Bad, protagonisti a parte, c’erano almeno due personaggi che avrebbero meritato una serie tutta loro: l’avvocato cialtrone Saul Goodman e il ristoratore boss della droga Gus Fring.Continua a leggere…