Los Pollos Hermanos (Breaking Bad)

giancarlo-esposito-breaking-bad-emmysLa scena me la immagino così. Vince Gilligan al bancone di un bar qualunque di Albuquerque che, appena girata l’ultima puntata di Breaking Bad, ordina la quarta birra della serata e si chiede: “E adesso?”. È stato lì, in quel momento, che gli è venuta l’idea dello spin-off. Sì perché dentro Breaking Bad, protagonisti a parte, c’erano almeno due personaggi che avrebbero meritato una serie tutta loro: l’avvocato cialtrone Saul Goodman e il ristoratore boss della droga Gus Fring.Gilligan deve averci pensato e ripensato. Ha soppesato, riflettuto, ponderato: Saul o Gus? Gus o Saul? Alla fine la scelta è caduta sull’avvocato ed è nata Better Call Saul (per chi non l’ha ancora vista: è su Netflix e a metà febbraio arriverà la seconda stagione). Però, davvero. Anche Gus Fring avrebbe meritato una serie da protagonista. Titolo: Los Pollos Hermanos. Starring: Giancarlo Esposito.

Sembra il nome di un personaggio di Gomorra. Giancarlo Esposito ordinò: “Du frittur”. “Stai senza pensieri” disse Giancarlo Esposito. Pietro Savastano e Salvatore Conte? Li avrebbe messi al loro posto, altro che! Epperò all’attore Giancarlo Giuseppe Alessandro Esposito – nato a Copenaghen da papà muratore napoletano e mamma dell’Alabama che cantava nei nightclub – è capitato in dote un altro personaggio: Gustavo ‘Gus’ Fring. E pare che abbia dovuto ricorrere alle tecniche dello yoga per interpretare il sorridente, affabile proprietario della catena di fast food Los Pollos Hermanos, nonché distributore numero uno di metanfetamine nel Sudovest degli Stati Uniti.

Gus

Per chi ha seguito le cinque stagioni di Breaking Bad, il presente di Gus è noto. Il suo passato, invece, rimane un mistero. Ricapitoliamo. Nato in Cile, emigrato in Messico negli Ottanta durante la dittatura di Pinochet. Poi, dopo che il Cartello di Juarez uccide il suo socio Maximino ‘Max’ Arciniega, Fring se ne va negli Stati Uniti. Sin qui ok: ora le domande ancora in sospeso. Che faceva da ragazzo il giovane Gustavo? Davvero ha combattuto per Pinochet, come insinua a un certo punto Héctor Salamanca? E Max, chi era davvero? Il socio, l’amico, l’amante…?

Già m’immagino il trailer. Strada polverosa di Santiago del Cile. Musica mariachi in sottofondo. A un certo punto spunta un ragazzo tale e quale a Barack Obama da giovane, occhialini, sorriso seducente, camicia rosa a fiori. Infila la mano in tasca e tira fuori un’ala di pollo. Poi la musica si ferma, il sorriso del ragazzo diventa beffardo, lui guarda dritto in camera e… Bum! (Forse non era un’ala di pollo). Bum Bum Bum Bum Bum Bum! Scritta in  sovraimpressione. LOS POLLOS HERMANOS. Un attimo di pausa. HISTORIA DE UN CRIMINAL.

(Pensaci, Vince. Pensaci. Perché fra qualche anno, quando avrai girato anche l’ultima puntata di Better Call Saul, ti troverai lì, al solito bar di Albuquerque, con la solita birra in mano. A chiederti: “E adesso?”).

Annunci

2 pensieri su “Los Pollos Hermanos (Breaking Bad)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...