Jimmy&Mike (Better Call Saul)

BETTER-CALL-SAULNel primo post ho scritto di Los Pollos Hermanos, lo spin-off di Breaking Bad che mi piacerebbe vedere. Intanto però mi sono guardato Better Call Saul, il prequel che già c’è: e non sono rimasto deluso. Solo che… Mi aspettavo di trovarci la storia dell’avvocato trafficone Saul Goodman. Invece ne ho trovate altre due: quelle di James McGill e di Mike Ehrmantraut. McGill, alias Slippin’ Jimmy, altri non è che Saul prima di diventare Saul (a un certo punto Jimmy spiega pure l’origine del nome: Saul Goodman = It’s all good man, il suo mantra per tranquillizzare i clienti). La serie racconta, attraverso qualche flashback, la sua evoluzione da furfante a fattorino ad avvocato con laurea presa per corrispondenza all’Università delle Samoa Americane.

Nel presente – cioè il passato visto che Better Call Saul è ambientata sette anni prima dell’incontro con Walter White – Jimmy non se la passa tanto bene. Vive e lavora nello sgabuzzino di un salone di bellezza coreano, va in giro su un rottame giallo con una portiera marrone. A un certo punto però decide di specializzarsi nelle consulenze legali agli anziani, e si imbatte in un caso davvero grosso… Ed è qui che arriva la scena più spassosa di tutta la serie. Per recuperare dei documenti, Jimmy s’infila in un cassonetto della spazzatura. Mentre sta scavando fra pannolini usati e bucce di banana, risponde al cellulare e al principe del foro all’altro capo della linea bisbiglia: “Sono a teatro”. Numero uno!

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Poi c’è Mike. In Breaking Bad, Ehrmantraut compare alla fine della seconda stagione: è un ex poliziotto corrotto (ma corretto) che ora lavora per Saul Goodman. Quando un suo cliente ha, diciamo così, un’emergenza, ecco che arriva Mike. Ma com’è che si sono incontrati, due tipi così? Facile: l’avvocato tenta di sbarcare il lunario assumendo i casi più improbabili di Albuquerque, mentre Mike lavora… come parcheggiatore del tribunale. Part-time, ovviamente. Nel tempo che gli rimane fa quello che gli riesce meglio, e cioè la guardia del corpo ai novellini del crimine.

C’è un’altra scena di Better Call Saul che è già diventata un cult. Mike viene chiamato per un lavoretto: consiste nello scortare, insieme a due colossi grossi il doppio di lui, un tizio che deve vendere delle pasticche a una gang di messicani. Solo che uno dei due giganti non ne vuole sapere di portarsi dietro Mike: “Manda lo zio Fester a casa” dice al tizio, “è inutile!”. E lui, che fa? Fissa il colosso negli occhi e… Beh, guardatevi la scena, ne vale la pena. A me ha fatto ricordare il Maestro dei Cinque Picchi de I Cavalieri dello Zodiaco: piccolo, vecchio e invincibile.

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