Tutti contro Netflix (Sky, Mediaset & Co.)

img_phpDi solito non leggo gli inserti economici. Quando provo a sfogliarli, i titoli e i sommari incomprensibili mi rimbalzano indietro come un muro di gomma. Ieri però mi è capitato in mano l’ultimo Affari&Finanza e il titolo di apertura era questo qui: “La grande alleanza anti Netflix“. Trattandosi di un argomento a me caro, ho deciso di vincere la mia naturale ritrosia verso la finanza… E ho scoperto un bel po’ di cose interessanti.

Prima notizia. Con qualche anno di ritardo, le major americane (Universal, Paramount, Warner Bros, Columbia ecc.) hanno capito che svendere i loro cataloghi a Netflix non è stata una grande idea. Era il 2008 è nessuno si aspettava che le internet tv sarebbero diventate a breve termine un competitor serio. Nel frattempo Netflix ha raccolto 75 milioni di abbonati in tutto il mondo e, approfittando di quest’enorme base clienti, è diventata lei stessa produttrice di contenuti.

Seconda notizia. Le pay-tv europee, che in pubblico ostentano ottimismo e si comportano come se l’avanzata di Netflix tutto sommato non le riguardasse, in privato se la stanno facendo sotto. Netflix è già molto forte nei Paesi del Nord: in Gran Bretagna e in Scandinavia il tasso di penetrazione, scrive Giovanni Pons su Repubblica, è pari al 25-30%. Qui da noi sta facendo un po’ più fatica (sono circa 200 mila gli abbonati paganti raccolti nei primi mesi): ma se fossi il capo di una pay-tv, diciamo Sky, non dormirei sonni tranquillissimi…

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Terza notizia. Le major americane e soprattutto le pay-tv europee (che fanno capo ai gruppi Canal Plus, Mediaset, Telefonica e Vivendi) hanno deciso di unire le loro forze per combattere il “nuovo” nemico. L’idea è quella di creare una nuova piattaforma – dovrebbe chiamarsi Watchever – che possa permettersi di investire 400 milioni di euro per produrre 5-10 serie tv ogni anno. Il servizio funzionerebbe in maniera simile a Netflix, e dovrebbe costare sui 10-11 euro al mese.

Sempre Affari&Finanza rivela un altro dettaglio interessante. Nei loro incontri con i rappresentanti della Commissione europea, Netflix e Amazon – pure lei si è messa a produrre serie tv – hanno promesso che, nei mercati nazionali in cui entreranno, investiranno in produzioni. Già me le immagino: Netflix che s’inventa un Narcos nel mondo della malavita di casa nostra e Amazon che ambienta la prossima stagione di Mozart in The Jungle alla Scala di Milano. Non so voi, ma a me questa guerra per la conquista della nuova tv sembra sempre più interessante…

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