Vorrei ma non posso (22.11.63)

James_Franco_Hulu_11-22-63_Car_0455ra_2ea97516La frase che ho messo nel titolo, vorrei ma non posso, è sicuramente quella che esprime al meglio il carattere di Jake Epping, il professore belloccio ma sfiduciato che James Franco interpreta in 22.11.63, dall’11 aprile su Fox. E forse è anche la frase che meglio descrive questa serie: che vorrebbe essere bella come il libro di Stephen King da cui è tratta, ma non può (guardate qui le differenze). In ogni caso, seguirla non è tempo perso, anzi. 

Jake, dicevamo. È lui il protagonista. Un professore d’inglese quarantenne che sa scrivere da dio ma ormai non scrive più, tanto a che serve? Gli alunni, piuttosto che ascoltare le sue lezioni, sghignazzano guardando l’ennesimo video virale di un pollo che canta e balla. Insomma, avete capito il tipo: brillante, tanti sogni di gloria, tutti rimasti nel cassetto. Curioso che tocchi proprio a uno come lui tornare nel passato per cambiare la storia degli Stati Uniti e del mondo intero.

Perdonate gli spoiler sul pilot, ma è praticamente impossibile parlare di questa miniserie in otto episodi prodotta da Hulu senza raccontare quello che succede nella prima puntata. Lisbon, Maine. Jake va alla tavola calda – che poi: esistono ancora le tavole calde? – del suo amico Al e all’improvviso viene catapultato nel passato. Lo sgabuzzino del locale, in realtà, è un passaggio spaziotemporale: chi ci entra si ritrova nel 1960, 21 ottobre, 11:58 di mattina. Un passato in cui le torte sono più buone, le case tutte dipinte color pastello, il latte lo porta un omino a domicilio, eccettera eccetera.

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Jake non ha tempo da perdere. Il vecchio Al gli ha affidato una missione: impedire l’omicidio di John Fitzgerald Kennedy e di conseguenza tutte le tragedie successive, compresa la Guerra del Vietnam. Più facile a dirsi che a farsi… Il nostro professore ce la mette tutta. Si rasa il pizzetto e si fa pettinare con la riga da una parte, si procura una cabrio d’epoca lunga almeno sei metri e il borsalino d’ordinanza. Le difficoltà, però, non tardano ad arrivare. Perché il passato non vuol essere cambiato: “Tu non dovresti essere qui” gli ripetono tutti. E del resto, come ammette lui stesso, “forse non sono la persona giusta”. Ce la farà il pavido Jake a salvare J.F.K.?

P.S. Il produttore è J.J. Abrams, quello di Lost.

 

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