Ne rimarrà soltanto uno (Game of Thrones 6)

gallery-ustv-game-of-thrones-s05e10-still-10No, Christopher Lambert non c’entra niente. Se ho preso in preso in prestito il motto di Highlander per parlare di Game of Thrones è perché penso che pure qui «ne rimarrà soltanto uno». Ora che l’inverno sta arrivando – la sesta stagione, lo sanno tutti, parte il 24 aprile – ne approfitto per spiegarvi il perché.

Se c’è una famiglia che incarna il Bene con la “b” maiuscola, dentro Game of Thrones, sono gli Stark. Fosse uno spin-off si chiamerebbe Game of Starks: la lotta degli Stark contro il Male. D’altra parte, a meno che tu non sia un cinico perfido malvagio, viene più spontaneo simpatizzare con loro piuttosto che con Joffrey Baratheon e Ramsey Bolton: o no?

Eppure, chi sta con gli Stark è destinato a soffrire. Sin dall’inizio. Più d’uno, fra quelli che non hanno letto i libri di George R. R. Martin, ha terminato la prima stagione con l’amaro in bocca: ma come, il protagonista se ne va… così? Ho ancora in mente la testa di Eddard Stark, il padre, infilzata davanti castello di King’s Landing. Mi sono consolato solo quando ho scoperto che l’attore, Sean Bean, dopo quella scena ha giocato a pallone con la sua testa.

Salto temporale. Siamo alla terza stagione e Robb Stark, il figlio prediletto, il nuovo Re del nord, sta guidando il suo esercito alla conquista di Westeros. Facciamo tutti il tifo per lui, ignari di quello che succederà di lì a poco. Come il padre, Robb viene barbaramente ucciso, insieme alla madre, alla moglie incinta e ai suoi cavalieri. È stato tradito dai Bolton e dai Frey, i suoi Alfieri del nord. Orrore.

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Gli sceneggiatori, molto comprensivi, ci danno un po’ di tempo per metabolizzare. Nella quarta stagione nessuno Stark ci lascia la pelle. Ma alla fine della quinta, ci risiamo! Ancora una morte cruenta, ancora un tradimento. Stavolta ad abbandonarci – anche se in molti si attendono un miracoloso ritorno – è Jon Snow, il figlio illegittimo di Ned. Aveva scalato le gerarchie dei Night’s Watch fino a diventarne il capo. L’hanno ucciso, a coltellate, i suoi stessi compagni.

A questo punto ne rimangono quattro: Sansa, Arya, Bran e Rickon, che sin qui è stato praticamente una comparsa. Se la matematica non m’inganna, in Game of Thrones 6 nessuno di loro dovrebbe morire: sì perché, a quanto pare, gli Stark ci lasciano solo nelle stagioni dispari (prima, terza, quinta). Epperò, secondo me, alla fine della saga ne rimarrà soltanto uno. Chi? Analizziamo le varie situazioni.

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Sansa, poverina, è reduce da una stagione orribile. Il primo matrimonio, con Joffrey, non era andato molto bene. Poi le è toccato Tyrion Lannister e quindi Ramsey Bolton, che bastardo lo è nel vero senso del termine: l’ha umiliata, picchiata, stuprata. “La prossima stagione sarà la migliore per Sansa” ha ripetuto fino alla sfinimento Sophie Turner, l’attrice che la interpreta nella serie. Non vedo come potrebbe essere peggiore dell’ultima.

Arya ha perso la vista. Ha provato a rinunciare alla propria identità per diventare “nessuno”, ma la sua sete di vendetta era troppo forte: così, è stata punita con la cecità. Recupererà la vista? Chi non può proprio aspettare, provi a leggere i libri di Martin, che offrono qualche sviluppo sulle sorti della giovane Stark. Ma non è detto che le serie segua gli stessi percorsi (anzi, nell’ultima stagione si è staccata parecchio).

Infine, ci sono Rickon e Bran. Li avevamo lasciati nella caverna del corvo a tre occhi. Era la quarta stagione: nella quinta non sono mai comparsi. Pure in questo caso i libri di Martin sono più avanti. Pure in questo caso, non è detto che la serie rispecchi fedelmente i romanzi. Insomma, chi rimarrà? Io mi butto e dico Arya. Ritroverà la sua metalupa, Nymeria, e diventerà regina di Winterfell. È solo un pronostico: la sigla di Game of Thrones mi fa lo stesso effetto della musichetta della Champion’s, e ora, sentendo le prime note, mi è venuta voglia di indovinare il risultato finale…

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Un pensiero su “Ne rimarrà soltanto uno (Game of Thrones 6)

  1. E alla fine muore proprio la comparsa, con una morte tanto tragica quanto stupida (mi ha fatto ridere il tweet di Art Parkinson “Had a good run #shouldazigzagged”.
    Che peccato che per le prossime due stagioni ridurranno il numero di episodi.
    E’ appena finita la sesta, partita un po’ lenta ma si è ripresa verso metà candidandosi come una delle migliori, e sto già aspettando la prossima!

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