Ciro, Genny e il mito di Sisifo (Gomorra 2)

05_gomorra_la-serie_nono_episodio1_1Dice: Gomorra rappresenta il Male. Vero. Ma dentro la serie italiana più esportata al mondo c’è qualcosa che appartiene a tutti noi. Non è forse che la vita dell’uomo, di ogni uomo, buono o cattivo che sia, consiste nello spingere un masso in cima alla montagna, assistere impotenti alla sua caduta e ricominciare daccapo, all’infinito, come il vecchio Sisifo? In questo non siamo diversi da Ciro, Genny e gli altri protagonisti di Gomorra – o perlomeno quelli che non sono ancora morti ammazzati.

Prendi Ciro. La seconda stagione comincia alla grande per l’Immortale: “Stamm’ in cima” dice alla moglie Debora (senz’acca!) nella prima puntata. Dopo anni di furti e omicidi, anni passati a obbedire e abbassare la testa, finalmente può comandare. Ha camminato, ha faticato ed è arrivato in vetta alla montagna: e chi lo ferma più, adesso?

Debora però ha paura. Sa già come andrà finire, perché ha capito che quando tocchi la cima, a partire da quel preciso momento, rischi di precipitare giù trascinando chi ti sta intorno. E nell’istante in cui uccide la moglie, probabilmente lo capisce pure Ciro. Il masso cadrà. Può passare un giorno oppure un anno, ma cadrà. E se non lo ammazzano, gli toccherà ricominciare daccapo.

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Come Genny e Don Pietro Savastano. Uno si è salvato miracolosamente – la cicatrice sullo zigomo è lì a ricordarlo – ed ripartito da Honduras. L’altro, evaso in fuga, se ne sta nascosto in Germania: “Un posto ‘e ‘mmerda” dove il sole non sembra sorgere mai e pure se comandi non conti un cazzo. Mica facile ripartire da zero quando hai avuto tutto. Ma tant’è, la vita è così e Don Pietro lo sa bene. “Adesso è il momento mio. Poi verrà il tuo. La vita è lunga”.

L’unico che non era mai caduto, che finora era sempre riuscito a resistere sulla cresta dell’onda, era Salvatore Conte. Vero: nella prima stagione si era dovuto rifugiare ‘a Spagna. Ma non mi pare che ‘a Spagna se la passasse tanto male, o no? Poi è tornato e il potere l’ha logorato. Mica facile stare lassù, sulla vetta, a prendere tutto quel vento. Mica facile pure per un asceta come Salvatore.

Ora anche lui è caduto ed è caduto malissimo (la terza puntata è la più spoilerata della storia di Gomorra). Non me l’aspettavo, ma la fine tragica ci sta: non ce lo vedo Conte costretto a ricominciare daccapo, a spingere il masso sulla montagna come un furfantello qualunque. Però, se posso permettermi, un appunto agli sceneggiatori. Quanta cattiveria: il tempo per do frittur’ potevate pure lasciarglielo!

P.S. Com’è che Genny, a Honduras, parla in spagnolo molto ma molto meglio di Pablo Escobar in Narcos? Amici di Netflix, imparate dai maestri napoletani…

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