Chi non merita una seconda chance (Wayward Pines)

pine-700x467Vedo che su Rotten Tomatoes le prime puntate della seconda stagione di Wayward Pines hanno totalizzato la ragguardevole valutazione di 38 punti su 100. E un po’ mi viene da sorridere. Non bastava la prima stagione? Non era già piuttosto evidente che si trattava dell’ennesimo “nuovo Twin Peaks” venuto male?

Eppure gli ingredienti per realizzare un buon prodotto c’erano tutti. Alla regia M. Night Shyamalan, famoso per Il sesto senso e Signs. Nel cast attori di peso, da Terrence Howard (il protagonista di Empire)  a Matt Dillon, all’esordio sul piccolo schermo. Una promozione colossale, con lancio contemporaneo in oltre 150 Paesi. E l’etichetta sempre scomoda di Twin Peaks 2.0.

La trama. L’agente speciale Ethan Burke si trova catapultato, dopo uno strano incidente, a Wayward Pines. Un posto apparentemente idilliaco, pieno però di gente strana. Lo sceriffo Arnold Pope, per esempio: come mai, quando nel primo episodio Ethan gli racconta di aver scoperto un corpo mutilato in stato di decomposizione, sorride e lecca il suo gelato? E perché l’arcigna infermiera Pam minaccia di infilargli un ago fin dentro le ossa, e intanto fischietta?

Wayward-Pines-Season-2

Basterà grattare un pochino sotto la superficie per far scomparire l’apparente idillio. Wayward Pines si rivela un luogo inquietante, una cittadina ferma agli anni Novanta con una sola strada che comincia e finisce nello stesso punto. Burke, gravato da un enorme peso sulla coscienza e sull’orlo di una crisi di nervi, prova a scappare da quel Purgatorio fra le montagne dell’Idaho chiedendo aiuto alla barista Beverly. Scoprirà presto, a spese dell’amica, che andarsene non è un’opzione.

I difetti? Il tentativo  di camminare sul filo sottile che separa vero e falso, verosimile e assurdo, realtà e follia, fallisce dopo qualche puntata. Le sovrabbondanti citazioni di Twin Peaks (come il cono gusto prugna al rum dello sceriffo, parodia della torta alla ciliegia dell’agente Cooper) finiscono per risultare fastidiose. E il mistero da risolvere è troppo ingarbugliato e in definitiva poco credibile. Vista la prima stagione, uno dice: vabbè, chiudiamola qui. Invece, evidentemente, c’era bisogno di un seguito

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2 pensieri su “Chi non merita una seconda chance (Wayward Pines)

  1. La cosa che mi da fastidio non è tanto il voler copiare “Twin Peaks”, ma tutta la messa in scena distrutta con un buco di sceneggiatura grosso come una casa (e nelle serie la sceneggiatura è, praticamente, la cosa più importante). Fondamentalmente, “Wayward Pines” poteva essere conclusa dopo solo 4 puntate.

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