Troppo perfetta per essere vera (Billions)

billionsStasera si conclude su Sky Atlantic, con le ultime due puntate, la prima stagione di Billions, che la critica ha molto apprezzato (compreso Aldo Grasso). Le premesse per una grande serie in effetti c’erano tutte: attori eccellenti, con Paul Giamatti su tutti, e un tema – quello della speculazione finanziaria e dei “lupi” di Wall Street – che sarà arato quanto volete ma non smette di essere attuale. Ma il risultato è stato davvero all’altezza delle aspettative?

A costo di diventare più critico dei critici, la mia risposta è no. Intendiamoci: mi son guardato Billions e l’ho guardata pure volentieri. Quello che voglio dire è che si tratta di una buona serie, ma non grande. Rimane lontana dal livello House of Cards e di Mr. Robot: due prodotti sicuramente molto diversi ma che affrontano temi tutto sommato simili (soldi, potere eccetera eccetera) e in maniera più efficace.

Il problema di Billions è che si piace e vuole piacere un po’ troppo. Vorrebbe piacere a tutti, indistintamente: e questo di solito non è possibile. Pensate a come viene usato il sesso, soprattutto nelle prime puntate. Una bella scena hot all’inizio, per accalappiare lo spettatore, e una alla fine per farlo passare all’episodio successivo. Spesso si tratta di scene sadomaso o perlomeno con qualcosina di perverso (una nana, per esempio).

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Oppure pensate ai protagonisti. Chuck Rhoades e Bobby Axelrod, interpretato da Damian Lewis, sono due personaggi stereotipati che non escono mai dal seminato. Il procuratore distrettuale integerrimo e carrierista contro lo squalo della finanza finto buono: lo scontro fra i due titani egomaniaci rappresenta il cuore della serie, ma i due attori  sembrano recitare col freno a mano tirato, stando ben attenti a non allontanarsi mai dal copione.

Il risultato? Due protagonisti di plastica, troppo prevedibili per risultare veri. Anche i loro punti deboli (Chuck che si fa frustare e schiaffeggiare dalla moglie) danno l’impressione di essere studiati a tavolino per renderli perfettamente imperfetti. E lo stesso si può dire degli altri personaggi, dalle mogli ai rispettivi numeri due. Introspezione zero, si viaggia sulla superficie senza mai scendere davvero in profondità.

D’altra parte, se vi piace il gioco ‘indovina chi è quello’, Billions è il paradiso. Io ho contato una decina di personaggi presi da altre serie, dal sergente Brody di Homeland all’indimenticato Meechum di House of Cards, dal grandissimo Gale Boetticher di Breaking Bad al vicecattivo di Daredevil. Vi ricordate i vicini dei Jennings in The Americans, lui agente dell’Fbi e lei casalinga disperata? Ecco, ci sono pure loro, tutti e due (stavolta l’agente è lei). E sicuramente me ne sto dimenticando qualcun altro.

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