Un Paese di santi e telespettatori (la ricerca)

NEWS_160207A beneficio del pugno di lettori di Essecomeserie, riferisco di questo studio appena pubblicato dall’istituto di ricerca americano IHS Technology sugli usi e costumi televisivi in Italia e nei Paesi dell’Europa occidentale. Una ricerca da cui si evincono due cose fondamentali, e cioè che 1) nonostante l’offerta mediocre, la tv generalista rimane il passatempo preferito dagli italiani e 2) la transizione verso nuove e più attraenti offerte sarà più lunga del previsto.

Quattro ore e 40 minuti al giorno: è il tempo che nel 2015 ogni italiano ha passato davanti alla tv. Un dato in crescita (più 27 minuti) rispetto al 2014 che conferma l’Italia al primo posto nell’Europa occidentale. Seguono, nell’ordine: la Gran Bretagna con quattro ore e sette minuti, la Spagna con tre ore e 54 minuti, la Francia con tre ore e 44 minuti e la Germania con tre ore e 30 minuti.

Ma cosa si intende, esattamente, per “televisione”? Tutto o quasi. Lo studio infatti prende in considerazione i video consumati su ogni tipo di supporto tecnologico, dal vecchio televisore al pc, dallo smartphone al tablet, siano essi contenuti lineari (la tv tradizionale) oppure on demand o ancora online. Ed è proprio qui, nelle modalità di consumo, che si scoprono le differenze più significative tra l’Italia e gli altri Paesi europei.

“La tv tradizionale la fa ancora da padrone in Italia, mentre l’on demand a pagamento fatica a crescere” spiega Daniel Sutton, analista di IHS Technology. Due dati su tutti: nel 2015, il consumo di video on demand è stato pari a 18 minuti a testa mentre la fruizione online di contenuti long-form (sopra i 15 minuti, quindi anche film e serie) è stato di appena 46 secondi al giorno. Anche sommando i contenuti piratati, quelli che cioè che vengono scaricati o guardati in streaming illegalmente, rimane una quota irrisoria.

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Sul fronte opposto c’è la Gran Bretagna, unico Paese in Europa dove la “nuova televisione” sta davvero conquistando terreno. Dei 247 minuti trascorsi ogni giorno dai britannici davanti a uno schermo, ben 60 riguardano la tv non lineare: dal 2014 al 2015 il consumo di film e serie tv su internet è salito del 25,5% (nove minuti e 24 secondi a testa ogni giorno) e gli abbonamenti ai servizi on demand a pagamento del 30%. Una crescita, quella dell’on demand, che riguarda anche Spagna (+22%) e Francia (24 minuti al giorno a testa), mentre Germania e Italia arrancano nonostante l’arrivo di Netflix.

Guardando nel loro insieme i cinque Paesi europei presi in considerazione dalla ricerca, il consumo medio giornaliero di contenuti video è di poco superiore ai 250 minuti, di cui circa 220 lineari e il resto suddiviso fra on demand e streaming (qui sopra, il grafico con la scansione temporale dal 2005 a oggi). Vi sembrano tanti? Considerate che secondo Nielsen, nei primi quattro mesi del 2016 ogni americano ha guardato 304 minuti di televisione al giorno, vale a dire cinque ore e quattro minuti.

[Fonte: CORRIERE.IT]

 

 

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