Intervista a Tea Falco alias Bibi (1993)

t19930580-640x426È stata la più bersagliata dai social (e da qualche critico) durante 1992, per l’interpretazione della figlia di papà viziata Bibi Mainaghi. Ma Tea Falco non se l’è presa più di tanto: “Volevo rendere l’accento antipatico, disturbante, con un effetto ironico. Chi ha capito ha riso, chi invece non ha capito diceva: come parla questa… Ma io non parlo così normalmente!”.

In 1993, la seconda stagione della serie ambientata negli anni di Tangentopoli, il personaggio interpretato da Tea Falco non è più lo stesso. Dopo la morte del padre, un industriale farmaceutico coinvolto nello scandalo del sangue infetto, Bibi ha preso in mano le redini dell’azienda. Ecco l’intervista che le ho fatto per Style.

Dalla figlia di papà alla donna in carriera. Qual è stato il ruolo più difficile da interpretare?
Sicuramente il primo: mantenere lo stesso timbro per tutte e dieci le puntate non è stato semplice. Per 1993 la difficoltà è stata identificarsi nella figura “maschile”, in una donna forte che è anche un po’ uomo.

Bibi è una donna sola, che deve occuparsi dell’azienda e di un fratello alcolizzato. Lei che rapporto ha con la solitudine?
Mi piace avere i miei spazi ma sto meglio quando sono con gli altri: è quello il mio mondo. Il senso della vita, per me, è parlare ed entrare in contatto con le persone. Fare l’attrice mi permette di assumere punti di vista differenti ed empatizzare con tutti.

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Per recitare nella serie ha dovuto immergersi negli anni Novanta. Che ricordi ha di quell’epoca?
Pochissimi perché ero troppo piccola: nel 1993 avevo otto anni. Mi ricordo le parole Tangentopoli, Berlusconi e Mani Pulite, che io associavo e associo ancora all’immagine delle mani sotto l’acqua.

Come si è documentata per entrare nella parte?
Ho letto tanto. Mi ha colpito molto il caso Poggiolini, che ho ricostruito con particolare interesse perché la famiglia di Bibi è coinvolta in uno scandalo che riguarda proprio la sanità. Poggiolini prendeva le mazzette e anni dopo è finito in una casa di cura abusiva: l’hanno trovato in condizioni igieniche disastrose, una cosa penosa.

È rimasta colpita perché…
Perché per me la vita di tutti è regolata dal karma, dalla legge di causa-effetto. Ognuno di noi fa delle scelte di cui poi pagherà le conseguenze: se vendi l’anima al diavolo, poi il diavolo ti chiederà indietro tutto.

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